Addio test Medicina, ma la selezione resta: come cambia davvero l’accesso
Addio test di Medicina, ma il numero chiuso resta: la riforma del Governo Meloni
Quando arriva
Il Parlamento ha approvato la riforma in via definitiva (39ª legislatura), sancendo l’addio ai test d’ingresso per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria nelle università statali. L’iscrizione al primo semestre sarà libera, mentre la selezione avverrà al termine del “semestre filtro”, basata su crediti ed esami sostenuti.
Il semestre filtro: come funziona
- Ingresso aperto: tutti possono iscriversi al primo semestre.
- Crediti obbligatori: bisogna acquisire almeno 18 CFU in materie scientifiche (biologia, chimica, fisica).
- Graduatoria nazionale: al termine del semestre viene stilata una classifica basata sui CFU ottenuti e sui voti, e solo chi rientra nei posti disponibili può proseguire.
- CFU riconosciuti: se non si prosegue in Medicina, i CFU restano validi per altri corsi affini (es. Biomedicina, Farmacia).
Quanti tentativi e posti
- Lo studente può ripetere il semestre filtro massimo 3 volte.
- È previsto un graduale aumento dei posti, con 30.000 nuovi accessi entro sette anni.
Iscrizione doppia e riconoscimento crediti
- All’atto dell’iscrizione al primo semestre, lo studente può registrarsi gratuitamente anche a un secondo corso dell’area sanitaria (biomedica, farmaceutica, veterinaria).
- Se non supera la selezione, può continuare nel secondo corso senza perdere i CFU maturati
Il numero chiuso c’è ancora, ma cambia
La selezione non sparisce:
- Viene spostata di sei mesi, non eliminata.
- Il numero programmato rimane: si punta ad aumentare i posti dagli attuali ~20.000 a ~25.000/30.000 nei prossimi 7 anni.
Cosa dicono le istituzioni
La ministra Anna Maria Bernini ha definito la riforma una “rivoluzione copernicana”:
“Addio ai quiz che hanno spento i sogni e le ambizioni… ora l’Università apre le porte per formare chi desidera diventare medico”.
Obiettivo: formare 30.000 medici in più in 7 anni, per rafforzare il servizio sanitario nazionale.
Critiche e perplessità
Molti avvertono che il test semplicemente si sposti, non scompaia. Il segretario Sism Antonino Bascetta sottolinea:
“Non c'è abolizione del numero chiuso: si rimanda di sei mesi, con ulteriore stress per gli studenti”.
Su Reddit emergono dubbi sulla logistica e qualità della formazione:
“Immagina dover gestire il triplo degli studenti… le aule sono già sature”.
“Il problema è che il metodo unico viene sostituito da valutazioni locali… avvantaggia i figli di persone giuste”.Critici come l’ex ministra Maria Cristina Messa e l’ANDU sostengono che la selezione rimane, semplicemente spostata di sei mesi. Temono disparità tra atenei, sovraccarico delle strutture e impatto sulla qualità didattica quando il numero di matricole sarà elevato.
Obiettivi della riforma
Secondo la ministra Anna Maria Bernini, l’obiettivo è un accesso più equo e meritocratico, senza “quiz a crocette” e costose preparazioni, ma con valutazione basata sull’impegno e sull’esito formativo reale.
In sintesi
| Aspetto | Prima | Ora |
|---|---|---|
| Iscrizione | Permit only after test | Libera per il 1° semestre |
| Selezione | Quiz nazionale a crocette | Finisce 1° semestre su CFU/esami |
| Numero chiuso | Sì | Rimane, ma valutazione posticipata |
| CFU minimi | — | Minimo 18 nel semestre |
| Riconoscimento CFU | No | Sì, in testi affini |
| Incremento posti | ~20.000 | Fino a ~25–30.000 in 7 anni |
Conclusione
La riforma elimina i quiz d’ingresso, sposta la selezione a sei mesi dall’inizio e punta a un accesso più meritocratico, con maggiore inclusività. Il numero chiuso resta, ma l’approccio si focalizza sui risultati reali anziché su quiz preliminari. Restano perplessità su spazi, stress e valutazione locale. I dettagli operativi arriveranno con i prossimi decreti attuativi.
